La marmotta delle Alpi
Le marmotte appartengono alla famiglia degli sciuridi dell’ordine dei roditori. Sono imparentate con cani della prateria, tamia striati e scoiattoli. Tutte le 14 specie di marmotte della terra vivono nell’emisfero boreale. Da noi sono presenti le marmotte delle Alpi, che oggi vivono in tutto l’arco alpino.
In Svizzera è possibile osservare le marmotte in tutti i cantoni alpini e in quasi tutte le loro valli. Sono particolarmente numerose nelle valli ad altitudini elevate, con prati estesi al di sopra del bosco.
Le marmotte vivono in ambiente steppico. L’habitat adatto deve presentare prati alpini e offrire un terreno profondo che consenta alle marmotte di costruire le loro estese gallerie. Nel versante settentrionale delle Alpi le marmotte si possono incontrare tra gli 800 e i 2'000 metri s.l.m., nelle Alpi centrali e meridionali si incontrano ad altitudini superiori, tra i 1'200 e i 3'000 metri.
Le marmotte possono vivere al massimo 12 anni. Gli animali adulti pesano tra i 3 e i 4 kg. Tra gli esemplari maschi e femmine delle marmotte delle Alpi non ci sono differenze evidenti che consentano di distinguerne il sesso tramite osservazioni sul campo. Come tutti i roditori possiedono incisivi lunghi e forti. La struttura del corpo della marmotta delle Alpi presenta una cintura scapolare muscolosa e possente, e zampe marcate. Le marmotte delle Alpi sono plantigradi, come gli orsi.
Le marmotte sono animali diurni. Vivono in gruppi che popolano territori propri, marcati ogni anno dagli animali più anziani con nuove secrezioni ghiandolari. A seconda della zona i territori misurano circa 100x100 m, nelle zone di maggior altitudine fino a 200x300 m. I membri delle famiglie difendono i loro territori dagli intrusi. Nei combattimenti, le marmotte che soccombono vengono cacciate o uccise.
Il sistema sociale evoluto, costituito da famiglie che occupano un territorio, garantisce una distribuzione ottimale delle principali fondamenta vitali (tane e alimentazione vegetale). Ciò comporta tuttavia che i piccoli maschi dai due ai quattro anni vengano cacciati, affinché si spostino per cercarsi un nuovo territorio.
Fra i nemici delle marmotte ci sono l’aquila, la volpe, il cane e l’uomo. Per avvertire i membri della famiglia della presenza di nemici, le marmotte emettono dei fischi. In caso di pericolo le marmotte si riparano nelle tane, che scavano da sé e vengono utilizzate per generazioni. All’interno di un territorio ci sono da tre a quattro tane. Le tane invernali dispongono di una camera a prova di ghiaccio e servono come riparo durante la stagione fredda.
Le marmotte si nutrono di erbe e piante ricche di acidi grassi insaturi. Fra di esse rientrano ad esempio trifoglio alpino, motellina delle Alpi, cardo e piantaggine. In primavera ed estate le marmotte assumono grandi quantità di cibo di questo tipo che le fa aumentare fortemente di peso. Così gli animali di un anno ingrassano fino all’autunno da 1 a 3,3 kg, quelli di due anni da 2,2 a 4 kg e le marmotte adulte da 3 a 4 kg. Grazie alle grandi riserve energetiche accumulate sottoforma di cuscinetti di grasso, le marmotte sono in grado di superare la stagione fredda dell’anno senza nutrimento e acqua.
Nel tardo autunno e in inverno il mondo della montagna non offre nutrimento per le marmotte. Pertanto le marmotte si ritirano nelle tane invernali e vanno in letargo. L’inizio del letargo, che dura da ottobre ad aprile, è stabilito da un orologio biologico interno.
Durante il letargo la temperatura corporea scende a 6 gradi e la frequenza cardiaca da 3 a 4 battiti al minuto. Il letargo viene interrotto a intervalli di tre-quattro settimane per eliminare feci e urina.
Tutte le marmotte di una famiglia si ritirano insieme nella propria tana invernale. Gli animali più grandi aiutano i più piccoli con la loro massa corporea nella conservazione del calore. La perdita di peso giornaliera durante il letargo invernale dipende dalla grandezza del gruppo che sverna insieme. Il tasso di mortalità è minimo nei gruppi dove i piccoli svernano insieme ai loro genitori e ai fratelli più grandi.
Una volta risvegliati dal letargo inizia subito il periodo dell’accoppiamento, che dura circa due settimane. Solo la femmina gerarchicamente più importante dell’organizzazione familiare è adatta alla procreazione. Dopo una gestazione di 33 giorni, alla fine di maggio nella tana nascono da uno a sei piccoli nudi.
Gli esemplari femmina delle marmotte delle Alpi fino all’allattamento consumano le riserve di grasso accumulate nell’anno precedente. Pertanto sono in grado di riprodursi solo se il loro peso corporeo supera un peso minimo.
Alla fine di giugno i piccoli escono per la prima volta dalla loro tana. Inizia un periodo di scoperte, caratterizzato da gioco, alimentazione e riposo.
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