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| Info
per i media.. |
| ..Riviste
di caccia |
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Data: 19.10.2009 |
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Data chiusa: 21.10.2009
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Les Suisses aiment la venaison – mais d’où vient-elle ?
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La population Suisse consomme de plus en plus de venaison, la viande du gibier à poil et à plume. En automne, la saison de chasse est une période-phare pour commercialiser cette viande dans les boucheries et les restaurants. Cependant, la provenance de la venaison est souvent mal comprise par les consommateurs. « Il y a un vrai manque de connaissance de la chasse » soulève Marco Giacometti, secrétaire général de ChasseSuisse. Moins de 20% de la venaison commercialisée en Suisse est de production indigène; la plus grande partie est donc importée. Par une journée d’information pour les médias, organisée à Crissier (VD) le 21 octobre, ChasseSuisse et le Restaurant Philippe Rochat ont fourni des informations essentielles utiles aux consommateurs.
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Data: 29.5.2008 |

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Data chiusa: 29.5.2008
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La Convenzione di Berna non è rivolta esclusivamente alla protezione delle specie
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Stampa, 29.05.2008 – In occasione della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sulla biodiversità di Bonn, il Segretariato della Convenzione sulla biodiversità e quello della Convenzione di Berna hanno concordato una collaborazione strategica. L’obiettivo è di arrestare con sforzi comuni la perdita della diversità biologica entro il 2010. Ciò emerge da un comunicato stampa del 22 maggio.
La Convenzione di Berna, quindi, non è esclusivamente rivolta alla protezione delle specie, ma attribuisce grande importanza anche alla tutela della biodiversità. In questo modo si conferma la posizione di CacciaSvizzera sull’approccio agli animali protetti, presentata di recente in una perizia alla fiera “Pesca Caccia Tiro” di Berna.
Referenti per eventuali domande:
Marco Giacometti, Direttore di Caccia Svizzera, cell. 079 222 43 39
Thomas M. Müller, Meyer Müller Eckert Partner, Zurigo e Zugo, tel. 041 726 99 66
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Data: 7.5.2008 |

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Data chiusa: 7.5.2008
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Killer di linci e cacciatori cattivi…
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Da anni Pro Natura si oppone ai cacciatori addebitando agli abbattimenti illegali la responsabilità della diminuzione della popolazione di linci che si registra in alcuni luoghi. Ciò è successo di recente con le campagne “Killer di linci nella Svizzera orientale” e “Calo delle linci nell’Oberland Bernese”. I risultati delle ricerche di specialisti indipendenti tuttavia ora evidenziano che i ricercatori ufficiali di KORA e LUNO, e i rappresentati di Pro Natura hanno evidentemente dato falsi segnali e tratto in inganno il grande pubblico. Le linci si spostano infatti molto oltre e molto più spesso di quanto i presunti specialisti sino ad ora volessero farci credere. CacciaSvizzera chiede ora una maggiore professionalità nel progetto sulle linci e il decentramento della ricerca e della politica di conservazione della natura.
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Data: 21.2.2008 |

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Data chiusa: 22.2.2008
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La regolazione dei grandi predatori non richiede una revisione della Legge sulla caccia
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Non solo lupi, orsi e linci, ma anche le loro prede godono di protezione giuridica. Per-tanto l’obiettivo della regolamentazione giuridica non può essere la mera conservazione delle specie, ma piuttosto la salvaguardia della biodiversità e lo sfruttamento sostenibile della natura, ad esempio degli animali selvatici cacciabili. Ciò è quanto emerge da una perizia legale pubblicata venerdì dalla federazione CacciaSvizzera, in occasione dell’esposizione PESCA CACCIA TIRO di Berna. L’esperto Thomas M. Müller sottolinea che le attuali basi giuridiche sono sufficienti per il raggiungimento di questo obiettivo di protezione completo e moderno. La regolazione dei grandi predatori – in singoli casi anche attraverso abbattimenti – non richiederebbe quindi alcuna revisione della legge sulla caccia.
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Data: 14.12.2007 |

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Data chiusa: 14.12.2007
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Présentation du livre "Sur la trace des chasseurs" le 4.12.07
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Le 4 décembre 2007, au Castel d’Uvrier – St.Léonard, les principaux représentants des fédérations de chasse ont présenté le livre anniversaire «Sur la trace des chasseurs», publié par le publiciste Karl Lüönd à l’occasion du 125ème anniversaire de la fédération faîtière ChasseSuisse.
Jon Peider Lemm, Président de la fédération ChasseSuisse, a insisté sur le fait que ce livre ne constitue qu’une des nombreuses mesures parmi d’autres avec lesquelles les 30.000 chasseuses et chasseurs suisses cherchent à expliquer à la majorité des non-chasseurs pourquoi ils continuent à cultiver le très ancien art de la chasse. L’auteur de cet ouvrage, Karl Lüönd a souligné que la chasse suisse fait partie intégrante du mouvement de conservation de la nature et contribuerait, grâce à l’entretien bénévole des espaces vitaux, à des mesures de protection des espèces et à des mesures de relations publiques à œuvrer en faveur des animaux sauvages vivant en liberté.
Sur la trace des chasseurs
L’heure est venue pour la chasse de se faire connaître du grand public – et chaque année, des journalistes nous téléphonent pour nous poser des questions d’actualité. Cette année, la fédération faîtière des chasseurs suisses leur présente une réponse qui va bien au-delà de la simple actualité.
Ce livre est publié à l’occasion du 125ème anniversaire de la première association faîtière des chasseurs suisses. Il s’agit d’un magnifique livre pour le grand public, richement illustré. Il explique pourquoi la chasse est nécessaire et quels défis elle va rencontrer.
ChasseSuisse, 4.12.07
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Data: 12.6.2007 |

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Data chiusa: 16.6.2007
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Pour protéger les espèces, il faut les utiliser
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Pour le chasseur, la chasse représente un enrichissement de la vie et une joie incomparable. Mais la chasse est également synonyme de prélèvement légitime et de mise en valeur du gibier par des connaisseurs. Dans un même temps, les chasseurs s’engagent pour la préservation de paysages qui abritent une multitude d’espèces différentes. A ce propos, ils misent sur un sain mélange entre protection et exploitation d’espèces sauvages et de plantes. Tout cela permet de mettre activement en pratique les principes du développement durable.
Du point de vue écologique, cette façon de procéder présente des avantages incontestables. La chasse permet de générer des moyens financiers importants et d’effectuer des travaux qui profitent à la nature. Grâce à une exploitation cynégétique scientifique jusque dans les agglomérations et à une préservation et à un entretien soigneux des paysages, les chasseurs répondent de façon optimale aux exigences socio-économiques de la société.
Le 16 juin, les chasseurs suisses fêteront leur 125ème anniversaire à Château-d'Oex.
ChasseSuisse, 12.6.07
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Data: 22.5.2007 |
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Data chiusa: 22.5.2007
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CacciaSvizzera – organizzazione della prima ora per la tutela ambientale
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I cacciatori sono stati i primi ambientalisti della Svizzera. Esattamente 125 anni fa, nel 1882 dei cacciatori fondarono a Ginevra la “Società svizzera dei cacciatori”, oggi CacciaSvizzera. Il motivo fu la preoccupante diminuzione di molte specie di fauna selvatica nel nostro Paese e il bracconaggio incontrollato praticato un po' ovunque. La nuova federazione dei cacciatori si impegnò attivamente per proteggere ed aumentare la fauna presente sul territorio. Questo è stato il vero inizio del moderno movimento ambientalista in Svizzera: i cacciatori riuscirono a motivare le autorità ad impegnarsi sempre di più per la protezione degli animali selvatici. Uno dei primi progetti dei cacciatori per la protezione delle specie fu la reintroduzione dello stambecco, iniziata con successo 100 anni fa. Ancora oggi i cacciatori sono impegnati in favore della preservazione di un paesaggio ricco di specie e della protezione degli animali selvatici minacciati; inoltre puntano sull’utilizzo equilibrato di piante ed animali selvatici come strumento efficiente di tutela ambientale. Il 125esimo anniversario di CacciaSvizzera sarà festeggiato a metà giugno nell'ambito delle giornate di Château-d’Oex con un ricco programma scientifico e culturale.
Foto: Claude Morerod, Les Diablerets. Le immagini possono essere utilizzate unicamente in relazione all'anniversario 2007 di CacciaSvizzera. Sopra: Stambecchi. Sotto: Camoscio.
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Data: 31.1.2007 |

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Data chiusa: 31.1.2007
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Revisione della Strategia lupo svizzera solo dopo nuovi chiarimenti
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I cacciatori svizzeri accettano la presenza dei grandi predatori se i danni causati alla fauna selvatica ed agli animali da reddito non superano un limite sopportabile. La formazione di branchi di lupi è imminente in Svizzera. Questo nuovo stato di cose potrebbe mettere in questione l’utilizzo della fauna tramite la caccia come previsto dalla legislazione federale. L’Ufficio federale dell’ambiente si propone perciò di rivedere la Strategia lupo svizzera. CacciaSvizzera chiede, invece, che la strategia attuale non sia modificata sino a quando non saranno formulati obiettivi concreti in merito alla gestione del lupo. Sulla base di uno studio oggettivo, le finalità relative alla distribuzione geografica del lupo e alla sua densità in Svizzera devono essere definite.
In vista della formazione di branchi, la Strategia lupo attuale deve essere applicata in maniera tale da tener conto degli scopi previsti dalla legge federale sulla caccia, in particolare quello di conservare la diversità delle specie e di garantire un’adeguata gestione venatoria della selvaggina. Infine, CacciaSvizzera invita la Confederazione a chiedere una riserva alla Convenzione di Berna in merito al lupo.
Informazioni supplementari:
Marco Mondada, membro del comitato di CacciaSvizzera, Tel. 079 230 17 90
Marco Giacometti, segretario di CacciaSvizzera, Tel. 081 834 01 40
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Data: 10.3.2006 |
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Data chiusa: 10.3.2006
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L’initiative anti-chasse n’aboutit pas
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(Stampa, 10.03.06) L’initiative populaire lancée par le Forum anti-chasse le 31 août 2004 réclamait l’interdiction de la chasse et de la pêche, à l’exception de la pêche professionnelle, sur l’ensemble du territoire suisse. Par ailleurs, les problèmes pouvant survenir auraient dû être résolus par des fonctionnaires payés par l’Etat. Le 2 mars 2006, la Chancellerie fédérale a communiqué que l’initiative a échoué au stade de la récolte des signatures.
ChasseSuisse a pris acte avec satisfaction de ce résultat qui était à vrai dire at-tendu. Son président Jon Peider Lemm voit se confirmer la position selon laquelle la chasse dans notre pays satisfait aux exigences de la protection animale et de la nature. Une large partie de la population soutient la chasse moderne, comme l’a notamment démontré de manière claire la votation populaire du 27 novembre 2005 dans le Canton d’Argovie. Les chasseurs remplissent une tâche dans l’intérêt de la société toute entière. Ils investissent pour cette activité beaucoup de leur temps et de leur argent. Avec leurs contributions, ils collaborent entre autre au maintien des habitats et aux mesures de protection de la faune. Les chasseurs participent également largement au financement des administrations de chasse et notamment aux charges salariales constituées par l’emploi de gardes faune qui jouent un rôle important, par leur fonction, en faveur de la protection de la nature.
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Data: 5.1.2006 |

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Data chiusa: 5.1.2006
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Lince: l’ipotesi del killer è insostenibile
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Sono solo tre le linci adulte identificate nello scorso inverno nella Svizzera orientale, dove a suo tempo erano stati messi in libertà nove di questi felidi. Il numero delle linci osservate sembra troppo modesto e secondo Pro Natura vi è un’unica spiegazione possibile: diversi di questi grossi felini sono stati uccisi da un killer.
Tale ipotesi è semplicemente insostenibile. Considerato che le linci vivono in maniera discreta e nascoste è molto improbabile che una sola persona possa avvicinare e abbattere diversi di questi animali senza essere notato e riconosciuto. Occorre dunque considerare altre ragioni per spiegare il modesto risultato delle osservazioni di linci: in primis una sorveglianza lacunosa e l’eventualità che certi individui abbiano abbandonato la regione loro assegnata dai ricercatori. CacciaSvizzera invita le autorità a chiarire se le linci disperse siano effettivamente morte o se invece siano emigrate.
Biologi della fauna selvatica, durante l’inverno 2004/2005 e con mezzi a disposizione limitati, hanno tentato di censire le linci presenti in una parte del loro spazio vitale nella Svizzera orientale; delle sei linci suscettibili di dimorare nella regione interessata, solo tre sono state identificate con certezza. In questo “impressionante risultato”, Pro Natura vede l’azione di un killer di linci. “L’organizzazione di protezione della natura antepone palesemente riflessioni politiche a analisi oggettive” afferma Jon Peider Lemm, presidente di CacciaSvizzera. Considerando la sorveglianza puntuale fatta e la ricerca sporadica di tracce è senz’altro concepibile che delle linci presenti non abbiano potuto essere osservate. L’intero spazio vitale delle linci è molto vasto e in parte difficilmente accessibile; si estende fino alla città di Zurigo, e inoltre perfino le autostrade non rappresentano barriere insormontabili agli spostamenti e alla dispersione dei felini.
Per spiegare il modesto risultato del loro censimento, occorre dunque considerare ragioni meno ipotetiche rispetto a quella di cui alla sola supposizione di un killer di linci. Considerata la forte presenza umana nella regione interessata, è molto improbabile che una sola persona possa avvicinare e abbattere diversi di questi animali senza essere notato e riconosciuto; è questa l’opinione del dr. Marco Giacometti, coeditore del libro formativo “Predatori in azione” e segretario di CacciaSvizzera. Oltre all’emigrazione di individui, occorre tenere conto delle cause di morte naturale quali ad esempio la rogna o gli incidenti. La dichiarazione di Pro Natura secondo la quale una lince su tre morirebbe a causa del comportamento dell’uomo non è corretta. Solo un numero relativamente ristretto di animali periti è oggetto di analisi, di modo che particolari cause vengono sopravvalutate, specialmente gli abbattimenti illegali. E’ ben noto e evidente che negli animali selvatici la cifra oscura dei casi di morte - ovvero il numero degli animali morti non ritrovati - è alta. Va da sé che in una corretta interpretazione dei reperti delle analisi devono essere presi in considerazione anche i casi di morte incogniti, che sono rilevanti soprattutto al riguardo delle giovani linci. Nell’ambito di temi così seri, Pro Natura dovrebbe attenersi a fatti corretti e accertati. CacciaSvizzera invita le autorità a coinvolgere maggiormente i cacciatori nel monitoraggio delle linci e a chiarire se le linci disperse siano effettivamente morte o se invece siano emigrate.
Ulteriori informazioni:
Jon Peider Lemm, presidente di CacciaSvizzera, tel. 081 833 44 66
Dr. Marco Giacometti, segretario di CacciaSvizzera, tel. 081 834 01 40
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Data: 14.4.2005 |
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Data chiusa: 14.4.2005
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Les chasseurs suisses et les Accords de Schengen
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Le communiqué du « Comité pour un droit des armes libéral » du 12 avril 2005 a diffusé une information erronée dans l’opinion publique. ChasseSuisse, la fédération faîtière suisse des chasseurs, n’invite pas à voter non lors de la votation populaire sur Schengen/Dublin du 5 juin prochain. ChasseSuisse n’est pas liée à ce Comité et ne se voit pas dans l’obligation de s’engager activement contre le projet de loi. Les chasseurs avaient communiqué leur position le 10 février 2005.
Les Accords de police et d’asile de Schengen/Dublin ont pour but, entre autres, une collaboration transfrontalière renforcée dans le domaine policier. La lutte contre la criminalité et le terrorisme, de même que les mesures prises en matière d’abus et de demandes multiples d’asile devraient ainsi être améliorées. Un renforcement de la loi sur les armes en vigueur est inclus dans les Accords de Schengen, ce qui probablement a échappé à une majorité de la population. Bien que certaines dispositions de la nouvelle loi sur les armes portent à critique, ChasseSuisse ne remet pas en question, dans sa totalité, les réformes apportées par les Accords de Schengen dans le domaine de la justice et de la police. Les quelques restrictions relatives à la question des armes et de la munition dans le domaine de la chasse sont dans leur ensemble relativement infimes et supportables. Elles ne sont pas suffisantes pour justifier de la part de ChasseSuisse une opposition active aux Accords de Schengen. La révision de la loi sur les armes ne constitue qu’un effet collatéral du dossier.
Bien entendu, le citoyen chasseur a toute latitude de se prononcer pour des raisons personnelles, idéologiques ou autres, contre l’adhésion aux Accords de Schengen. ChasseSuisse veut se limiter à l’objectif principal d’assurer une chasse libre et durable et promouvoir l’intérêt de la population pour une meilleure compréhension de la chasse et de son rôle en faveur la conservation de la nature.
ChasseSuisse
14 avril 2005
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Data: 10.2.2005 |

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Data chiusa: 10.2.2005
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Adesione della Svizzera al trattato di Schengen, referendum sì o no?
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CH-7605 Stampa, 10.2.2005 (mewu) CacciaSvizzera, l’associazione dei cacciatori svizzeri, ha valutato i cambiamenti previsti della versione attuale della legge svizzera sulle armi in vista di un referendum su Schengen. Considerando le correzioni operate dall’Assemblea federale su alcuni punti nella bozza di legge, CacciaSvizzera non ritiene necessario un coinvolgimento attivo al referendum facoltativo. Questo malgrado alcune limitazioni legate alla detenzione privata delle armi.
In futuro per l’acquisto di armi tra privati sarà necessario un permesso d’acquisizione. Esclusi da ciò saranno i fucili a un colpo o a più canne come pure i fucili a ripetizione, definiti dal Consiglio federale, che generalmente vengono utilizzati in Svizzera fuori servizio e a scopo sportivo oppure per l’attività venatoria. Anche in caso di successione ereditaria gli eredi dovranno fare richiesta di un permesso di acquisto per il tipo di armi che lo richiedono. Armi da fuoco per le quali non è previsto un permesso di acquisto devono venir registrate presso l’autorità competente nel Cantone di residenza. Le armi che possono essere acquistate solo con un permesso d’acquisizione devono venir segnalate in caso di cambio di proprietà. L’acquisto di munizioni è concesso solamente qualora il cliente abbia il diritto di possedere anche la relativa arma. Colui che vende la munizione deve verificare che vi siano i presupposti. Nel corso di una partecipazione ad una gara di tiro di un’associazione di tiro a segno, la munizione necessaria può invece essere acquistata liberamente.
In via di principio l’importazione temporanea di armi da fuoco e munizioni in Svizzera presuppone un’autorizzazione. Il Consiglio federale ha anticipato che intende escludere i cacciatori ed i tiratori da questo dovere di autorizzazione. Per l’esportazione temporanea delle sue armi da caccia in paesi aderenti al Trattato di Schengen, il cacciatore svizzero avrà bisogno in futuro della Carta europea delle armi da fuoco. CacciaSvizzera plaude per l’adozione di questo passaporto. CacciaSvizzera apprende inoltre con soddisfazione che cacciatrici e cacciatori non necessitano di una concessione per la detenzione, l’acquisto o la cessione delle comuni armi da caccia, che sono esonerati dal dovere di giustificazione per l’acquisto delle rimanenti armi legate al dovere di concessione e che non esiste un numerus clausus per le armi da acquistare. CacciaSvizzera teme tuttavia che in futuro si creerà un notevole dispendio amministrativo con le relative tasse ed i costi annessi. Inoltre sembrano sproporzionate le misure aggravanti legate all’acquisto di munizione da caccia.
Per informazioni supplementari contattare : Marco Giacometti, 081 834 01 09, 079 222 43 39
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Data: 18.12.2004 |

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Data chiusa: 1.1.2005
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I cacciatori non devono lasciarsi provocare!
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Il 31 agosto 2004 é iniziata la raccolta di firme per l’iniziativa federale popolare per l’abolizione della caccia e della pesca sportiva. Il termine di raccolta e di inoltro delle firme avrà come ultima scadenza il primo marzo 2006. L’iniziativa lanciata dal Forum anti-caccia esige il cambiamento dell’Art. 79 della Costituzione federale e vuole vietare caccia e pesca in tutta la Svizzera, eccezion fatta per la pesca professionale. Vuole in seguito risolvere l’insorgere di problemi con guardacaccia statali stipendiati.
“I cacciatori uccidono per puro piacere e divertimento”, così esordiscono i promotori dell’iniziativa.
Questa è un’assurdità. Nessun cacciatore si diverte ad uccidere, ma ha piacere nel cacciare e nel successo della caccia. Questa dichiarazione del Forum svizzero anti-caccia avrebbe lo scopo di incoraggiare maggiormente cittadini e cittadine a firmare la loro iniziativa. Tuttavia questo aggressivo modo di agire, basato su accuse infondate, si riperquoterà in modo negativo sul lavoro dei promotori al più tardi al momento della campagna elettorale.
“Nessuna delle argomentazioni dei cacciatori è valida”, così continuano i promotori. “Nozioni scientifiche parlano a favore dell’abolizione della caccia”. Professionalmente parlando i promotori dell’iniziativa combattono una battaglia già persa in principio. In Svizzera neanche una singola organizzazione scientifica o persona competente in questo campo sostiene la loro posizione politica. Malgrado ciò sarebbe sbagliato sottovalutare questa formazione politica. Il Forum può’ danneggiare l’immagine dei cacciatori attraverso la sua maligna e distorta descrizione della caccia. Esso può ulteriormente aizzare altri nemici della caccia e può, tramite le sue forze attive, molestare l’attività venatoria in modo sensibile e spiacevole.
Le argomentazioni degli abolitori della caccia provengono da gruppi germanici estremisti per i diritti degli animali. Questi estremisti sono del comune pensiero “Vita universale” e si avvicinano al veganismo. Si tratta quindi di cerchie che rifiutano qualsiasi impiego e sfruttamento di prodotti di origine animale. La loro visione sembra essere quella di una Svizzera di vegani con nessuna tolleranza verso “mangiatori di cadaveri animali”. Raggiungere questo obiettivo è decisamente un’ardua impresa. Perciò cercano di colpire in primo luogo coloro che sembrano essere più vulnerabili: i cacciatori ed i pescatori.
La visione soggettiva del mondo di alcune persone è da rispettare. È però irreale pensare che certe ingenue pretese riusciranno a trovare una maggioranza politica in Svizzera. Possiamo ammettere che la popolazione svizzera non è pronta a sbarazzarsi di una cultura sviluppatasi nel corso dei secoli, dell’utilizzo sostenibile della natura, che contribuisce in modo determinante alla protezione del mondo animale e vegetale. L’utilizzo degli animali è legittimo e sensato.
I cacciatori non devono lasciarsi provocare. Per questo motivo CacciaSvizzera incoraggia tutti ad evitare inutili discussioni. Questo vale anche per esponenti politici di punta. I cacciatori non devono offrire in alcun modo ai promotori dell’iniziativa per l’abolizione della caccia spunti per manifestazioni. In egual modo sono da trascurare lettere anonime e domande provocatorie in forum sul web. I promotori dell’iniziativa approfittano del diritto democratico, il quale spetta ad ogni cittadino svizzero. È di conseguenza più sensato comportarsi correttamente e prepararsi a possibili campagne politiche necessarie nell’eventualità del successo della raccolta di firme.
CacciaSvizzera
Jon Peider Lemm, Presidente
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