CACCIASVIZZERA ATTUALITA' GIUBILEO 2007 STORIE FOTOGRAFICHE INIZIATIVA ANTI-CACCIA  
FATTI CONOSCENZE FONDAZIONE MEDIA    
SERVIZIO INDIRIZZI LINKS NEWSLETTER CONTATTO  
DOCUMENTI INDIRIZZI RISERVATI        
 
   
..Rivendicazioni
..Ecologia
..Protezione animali
..Redditività
Legislazione..
..Etica
..Senza caccia
 

 

La situazione legale secondo il Forum anticaccia


Il problema di fondo é il fatto che una parte essenziale della fauna selvatica deve sottostare alla volontà di persone private, in larga misura insufficientemente educate dal punto di vista ecologico e primariamente preoccupate di soddisfare i propri interessi sugli abbattimenti. In altri luoghi sono state raccolte buone esperienze con la chiusura totale o parziale dell’attività venatoria.
L’uccisione di animali domestici che scorrazzano liberamente va vietata tanto quanto la persecuzione di quelle specie ancora non incluse nella legislazione in merito alla protezione della natura. Ogni gatto che a distanza di qualche centinaio di metri dalla propria casa va a caccia di topi, rischia di venir sparato da un cacciatore. La conseguenza non in ultimo è anche data dal fatto che si producono interventi non reversibili in stretti rapporti affettivi tra uomo e animale; eventi traumatici per persone che non riescono a capacitarsi del fatto che i cacciatori possono ferire o uccidere un loro amato essere vivente impunitamente.


Commento di CacciaSvizzera

Se un gruppo vuole limitare o addirittura abolire la caccia, è una buona strategia quella di togliere il maggior numero possibile di specie dalla lista di quelle cacciabili per portarla a quelle che sottostanno alla legislazione sulla protezione della natura e dell’ambiente.
Essere inclusa nella lista delle specie cacciabili tuttavia per una specie non significa “sconsiderata persecuzione” o addirittura “sterminio”. Un importante obiettivo della legge federale sulla caccia è quello della conservazione della biodiversità e degli ambienti in cui vive la fauna, mammiferi e uccelli, stanziale e migratoria, come pure la protezione delle specie animali a rischio.
Questa non è vuota retorica: negli ultimi 100 anni il grado di diffusione e la consistenza della maggior parte delle specie cacciabili hanno subito un forte incremento. Questo in netto contrasto con quelle specie animali e vegetali che sottostanno alla legislazione sulla protezione della natura e dell’ambiente; uno sguardo nelle liste rosse ne da la prova.
Non è inoltre corretto affermare che una parte determinante degli animali selvatici sottostà alla legislazione venatoria. Un numero di gran lunga maggiore di piccoli mammiferi e specie di uccelli, tutti i pipistrelli come pure tutti i rettili e gli anfibi sottostanno alla giurisdizione delle leggi sulla protezione della natura e dell’ambiente.
E com’è la situazione nelle aree dalle quali la caccia è stata totalmente bandita? In Svizzera abbiamo un esempio in merito: il cantone Ginevra. Lì nel 1974 la caccia è stata vietata. Una conseguenza di questo divieto è il fatto che guardiacaccia pagati dallo stato devono abbattere annualmente oltre 400 cinghiali, affinché i danni alle colture agricole non raggiungano dimensioni enormi. Contemporaneamente il cantone Ginevra, oltre ai costi per gli stipendi, deve spendere annualmente diverse centinaia di migliaia di franchi per danni alle colture, e questo su una superficie che all’incirca corrisponde a quella del lago di Neuchâtel.
Dal punto di vista di un cinghiale non è rilevante sapere se deve morire per una pallottola di un dipendente stipendiato dallo stato o di un cacciatore che svolge la sua attività volontariamente. Proprio in tempi di limitate risorse finanziarie è un paradosso rinunciare al lavoro volontario di cittadini motivati.
Cani randagi agitano e disturbano gli animali selvatici. Inseguono, feriscono o mangiano caprioli e piccoli mammiferi come ad esempio le lepri. Gatti inselvatichiti catturano uccelli e divorano la loro cova. In questi casi vengono danneggiate anche specie a rischio. Per questo è sensato che gli animali domestici siano perennemente sotto il controllo dei loro proprietari.
I cacciatori ed i guardiacaccia prendono le necessarie misure affinché gli animali domestici non si introducano incontrollatamente negli ambienti in cui vivono i selvatici. Può far parte di queste misure anche l’abbattimento di un animale, anche se questa viene considerata e adottata sempre solo come ultima alternativa possibile.

 
 
 
Email:
Pass:
  LOGIN