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L’iniziativa contro le armi ostacola l’attività venatoria
L’inziativa sulle armi - NO
Di che cosa si tratta?
Prevedibilmente all’inizio del 2011 si voterà in merito all’iniziativa popolare «Per la tutela contro la violenza delle armi» (iniziativa contro le armi).
L’iniziativa popolare lanciata da cerchie di orientamento politico di sinistra e di pacifisti sotto la direzione del Partito Socialdemocratico intende rendere radicalmente più severe le leggi odierne sulle armi, con misure rigorose ma inadeguate e burocratiche. Con la scusa della lotta ai delitti di violenza pretende anche l’abolizione della consegna domiciliare dell’arma personale dell’esercito ai soldati svizzeri. L’iniziativa chiede
- un certificato di fabbisogno e di abilità per l’acquisto ed il possesso delle armi da fuoco
- un divieto delle cosiddette «armi particolarmente pericolose» come armi da fuoco in serie e Pump Actions
- la creazione di un registro centrale delle armi presso la Confederazione
- la rinuncia alla consegna domiciliare dell’arma personale agli appartenenti all’esercito
- un divieto alla consegna delle armi agli appartenenti all’esercito congedati dal servizio militare.
Come funziona il sistema oggi per i cacciatori?
Come certificato di fabbisogno vale oggi nei Cantoni l’iscrizione ad un corso venatorio (il desiderio di assolvere l’esame venatorio o di diventare cacciatore).
Il certificato di abilità è dato quando il cacciatore frequenta annualmente i corsi di tiro volontari (e solo in casi particolari obbligatori) propedeutici alla caccia.
L’introduzione di un certificato di fabbisogno e di un certificato di abilità per i cacciatori a livello federale renderebbe nettamente più complicato, con dispendi amministrativi e temporali, nonché più costoso, il sistema attualmente vigente e comprovato a livello cantonale.
La posizione di CacciaSvizzera
CacciaSvizzera sostiene tutti i contributi intelligenti volti a combattere l’abuso delle armi. Questi devono essere efficaci, sostenibili nei loro effetti e adeguati nella realizzazione.
La legislazione oggi vigente in materia di armi offre strumenti atti a impedire l’uso delle armi da tiro alle persone pericolose o a rischio. Il “Gruppo d’interesse di tiro Svizzera“ in cui è rappresentata anche CacciaSvizzera si aspetta dalla politica e dalle autorità che la legislazione vigente sia applicata di conseguenza.
Il Gruppo d’interesse di tiro Svizzera sottolinea che alla fine di novembre 2009 il Consiglio federale ha deciso di mantenere la consegna domiciliare dell’arma di ordinanza, ma al contempo ha deliberato in merito a misure che contribuiranno ad ottimizzare la sicurezza.
”Siamo convinti che la legislazione vigente in materia di armi sia adeguata ad impedire gli abusi”, sostiene Dora Andres, presidente del Gruppo d’interesse di tiro Svizzera. “Nuovi articoli nella costituzione non determinano un’ulteriore sicurezza”.
I tiratori, cacciatori, collezionisti d’armi e possessori privati di armi riuniti nel gruppo d’interesse accolgono positivamente la decisione del Consiglio federale di rifiutare senza controproposte l’iniziativa popolare “Per la tutela contro la violenza delle armi”. Per una lotta efficace all’abuso delle armi non serve un nuovo articolo nella costituzione ma un’applicazione precisa delle leggi vigenti.
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